Articolo BLUE BOOST: i vincitori dei voucher dell’innovazione blu

BLUE BOOST: i vincitori dei voucher dell’innovazione blu

pubblicato il:

Sono cinque le piccole imprese pugliesi che insieme ad altri 30 imprenditori della regione Adriatico-ionica hanno ottenuto un voucher da € 10.000 ciascuno per innovare nei mesi scorsi i loro business nei settori dell’economia blu. Il tutto grazie al progetto europeo Interreg Adrion Blue_Boost, di cui la Regione Puglia è partner e per il quale ARTI fornisce assistenza tecnica.
Le iniziative hanno condotto alla realizzazione di innovazioni di piccola scala (di prodotto, servizio o processo), tra cui l’allevamento di spugne marine, il miglioramento di un museo marino multimediale, una soluzione tecnologica per il monitoraggio degli impianti di acquacoltura, attività di destagionalizzazione del turismo e un sistema di antifurto di attrezzature per l’acquacoltura.
Ogni settimana vi racconteremo la storia di uno dei progetti premiati.

RFID Mussels: la tecnologia al servizio degli acquacoltori
Si chiama “RFID Mussels” ed è una delle cinque iniziative premiate da Blue_Boost con i “voucher blu”, che hanno finanziato progetti d’innovazione di piccola scala (di prodotto, processo o servizio) condotti da piccole e medie imprese pugliesi che operano nei settori dell’economia del mare, con il supporto di “fornitori di conoscenza”.
L’iniziativa è svolta in collaborazione tra l’impresa D’Andria Mare Srl, che si occupa dell’allevamento di molluschi e il fornitore di conoscenza Ittilink Sc, che si occupa di consulenza alle imprese di pesca e acquacoltura.
RFID Mussels mira a ridurre e prevenire i furti di attrezzature e mitili in mare aperto, attraverso l’uso di sensori a tecnologia RFID, ovvero di identificazione a radiofrequenza. Accade sempre più spesso, infatti, che i proprietari di impianti di acquacoltura in mare aperto, nell’Adriatico e nello Ionio, si trovino a fronteggiare continui furti dei prodotti allevati o di attrezzature, come le boe galleggianti o le retine che contengono i mitili. Tale condizione riduce il profitto e la competitività del settore e rappresenta un problema rilevante per gli acquacoltori.
Grazie all’idea sviluppata attraverso il progetto, l’azienda ha ottenuto un sistema di tracciabilità per le attrezzature e i prodotti: i sensori RFID sono stati inseriti nei galleggianti e bloccati al loro interno con il poliuretano, ma anche nelle reti nelle quali crescono i molluschi.
Il sistema RFID utilizza radiofrequenze per identificare e tracciare automaticamente le etichette inserite nei galleggianti e nelle reti, che contengono informazioni archiviate elettronicamente.
I sensori passivi ricevono energia dalle onde radio di un lettore RFID, a disposizione dell’acquacoltore, mentre i sensori attivi hanno una fonte di alimentazione locale (come una batteria) e possono funzionare a centinaia di metri dal lettore RFID.

I prodotti e le attrezzature possono essere rintracciati dall’impresa in caso di furti o associati in maniera univoca al proprietario, se ritrovati dalle autorità; le etichette inoltre contengono importanti informazioni di tracciabilità del prodotto, nel caso di vendita.


Documenti allegati