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Rapporti commerciali Puglia – India e le nuove opportunità del libero scambio

Rapporti commerciali Puglia – India e le nuove opportunità del libero scambio

È stata recentemente raggiunta l’intesa politica per l’instaurazione di una zona di libero scambio tra Unione Europea ed India. L’intesa è di portata storica per almeno due diverse motivazioni: innanzitutto, è stata raggiunta dopo quasi vent’anni di negoziati e, secondo, perché coinvolge due grandi economie del mondo. In particolare, permetterebbe ai produttori europei di accedere ad un mercato da 1,5 miliardi di abitanti, abbassando le tariffe commerciali sul 90 % dei beni scambiati per una diminuzione compresa tra il 40 e il 110 per cento dei dazi. Tra i settori strategici coinvolti, vi sono automotive, industria chimica e plastica, escluso invece il settore agroalimentare.

Nel 2024 – ultimo anno per cui il dato è disponibile nel data warehouse dell’Istat – l’interscambio commerciale tra Italia e India ha superato i 14 miliardi di euro (esportazioni verso l’Italia per 9 miliardi, importazioni dall’Italia per 5 miliardi). Si registra, inoltre, un deciso aumento a partire dal 2022. A questo interscambio, la Puglia contribuisce con una quota al momento marginale, pari a circa l’1% secondo le ultime rilevazioni, ma che potrebbe presto variare dopo l’entrata in vigore dell’accordo.
Complessivamente, le esportazioni pugliesi verso l’India nel 2024 assommavano a oltre 39,6 milioni di euro, a oltre 111,3 milioni le importazioni.

In questo numero della rubrica In Pillole viene fornita la ripartizione percentuale delle merci interessate ad attività di importazione ed esportazione fra Puglia e India. In particolare, nel grafico è riportata la classificazione dei prodotti associati alle attività (CPA) con quote almeno pari al 5%.

Grafico ARTI In pillole

L’analisi suggerisce una complementarità parziale tra le economie: la Puglia esporta tecnologia e meccanica, mentre importa moda, macchinari e prodotti della metallurgia.

Nello specifico, l’esportazione di prodotti elettronici (CI26), da sola, rappresenta circa un terzo delle esportazioni totali pugliesi, enormemente cresciute tra il 2023 (poco più di 90 mila euro) e il 2024 (oltre 12 milioni di euro). Seguono macchinari ed apparecchiature (CK28), con una quota del 23,2%. Un decimo delle esportazioni è rappresentato dai prodotti agricoli (AA01), nello specifico prodotti di colture permanenti. Di poco inferiore il valore delle esportazioni di autoveicoli, anche questi in forte ascesa (da circa 210 mila euro nel 2023 a circa 3,8 milioni di euro nel 2024).

La forte presenza dell’abbigliamento indiano nell’import può riflettere vantaggi competitivi in termini di costo e capacità produttiva. Considerando congiuntamente i due settori interessati (CB14 e CB15), il controvalore delle importazioni supera i 35,3 milioni di euro, pari al 31,7% di tutte le importazioni.

La simmetria nel comparto dei macchinari – con una quota di importazioni pari al 29% sul totale – potrebbe indicare, invece, una filiera integrata o una differenziazione funzionale tra le produzioni.

Per maggiori approfondimenti: Istat, Statistiche del commercio estero – Portale

4 Febbraio 2026

Ultimo aggiornamento

4 Febbraio 2026, 12:46

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