Il team a guida pugliese Star Biobased vince la DIH InnovaMare Innovation Competition con una soluzione innovativa per l’acquacoltura sostenibile
Il team Star Biobased ha conquistato il primo posto alla DIH InnovaMare Innovation Competition, svoltasi il 26 febbraio 2026 presso il Business Center di Porto Marghera (Venezia), nell’ambito del progetto Interreg Italia-Croazia DIH InnovaMare, di cui ARTI è partner.
Il gruppo, composto dall’Università di Foggia, dall’Università di Dubrovnik e dalla Cooperativa Varano La Fenice di Cagnano Varano (FG), è stato l’unico team pugliese tra i 10 finalisti selezionati, provenienti prevalentemente dal Veneto e dalla Croazia. La competizione ha riunito alcune delle soluzioni più promettenti per affrontare le sfide dell’economia blu attraverso tecnologie marine innovative e sostenibili.
Il progetto vincitore prevede lo sviluppo di un dispositivo multisensore avanzato in grado di monitorare in modo continuo i principali parametri dell’ecosistema marino che influenzano la crescita delle macroalghe, in particolare della Gracilaria, all’interno di impianti offshore di acquacoltura multitrofica integrata (IMTA).
Il sistema consente la raccolta quotidiana di dati ambientali e biologici e la loro analisi rapida attraverso tecniche di intelligenza artificiale e machine learning, migliorando la capacità predittiva e permettendo interventi tempestivi nella gestione degli impianti.
Questa tecnologia contribuisce a ottimizzare la crescita delle macroalghe, che svolgono un ruolo chiave nel migliorare le condizioni ambientali degli allevamenti, favorendo la salute e la qualità di pesci e molluschi. Inoltre, la biomassa algale prodotta può essere valorizzata in diversi settori ad alto valore aggiunto, tra cui quello farmaceutico, nutraceutico e, più in generale, nelle filiere bio-based.
Il podio è stato completato da altri due team, a conferma dell’elevato livello competitivo della challenge e della dimensione transfrontaliera dell’iniziativa. Il secondo posto è stato assegnato al team croato BlueDataB, che ha sviluppato un sistema intelligente basato su analisi video e AI per il conteggio automatico dei pesci e il riconoscimento delle specie durante le operazioni di trasferimento negli impianti di acquacoltura. La soluzione consente di velocizzare le operazioni rispetto ai metodi manuali, migliorando al contempo la precisione e fornendo dati utili sul numero, la dimensione e la distribuzione delle specie, a supporto di una gestione più efficiente e sostenibile degli allevamenti.
Il terzo posto è stato conquistato dalla startup Blueat, che ha presentato un progetto finalizzato alla creazione di una filiera alimentare sostenibile basata sulla valorizzazione del granchio blu, specie invasiva che rappresenta una crescente minaccia per gli ecosistemi marini e le attività di pesca nell’area adriatica. Il progetto prevede inoltre il riutilizzo degli scarti del granchio per la produzione di bioplastiche destinate al packaging dei prodotti alimentari derivati dalla stessa filiera, promuovendo così un approccio circolare e a basso impatto ambientale.
27 Febbraio 2026
Ultimo aggiornamento
27 Febbraio 2026, 16:31











