In Pillole n. 4/2026. Le imprese artigiane in Puglia
Nel quadro normativo italiano, l’artigianato è disciplinato dalla Legge 8 agosto 1985, n. 443, che definisce le imprese artigiane e attribuisce alle regioni il compito di promuovere e valorizzare il settore, sostenendo credito, formazione, ricerca applicata, insediamenti produttivi e produzioni artistiche e tradizionali.
In Puglia, la normativa di riferimento è la Legge Regionale 18 aprile 2023, n. 7, che introduce misure specifiche per la promozione dell’artigianato, la formazione professionale, il ricambio generazionale e la tutela delle produzioni artistiche e tradizionali. La legge definisce inoltre i requisiti dell’imprenditore e dell’impresa artigiana e le procedure di iscrizione all’Albo.
All’interno di questo quadro, l’imprenditore artigiano è colui che guida direttamente la propria impresa, assumendo responsabilità, oneri e rischi della gestione e partecipando in modo prevalente al processo produttivo, anche con lavoro manuale.
L’analisi del sistema artigianale è particolarmente rilevante perché la Regione Puglia, attraverso i propri strumenti di programmazione, sostiene la creazione, l’insediamento e la crescita delle imprese artigiane, valorizzando i mestieri artistici e tradizionali e promuovendo innovazione, transizione tecnologica, energetica e digitale, sostenibilità ambientale e continuità d’impresa.
L’ultimo dato disponibile – aggiornato al 31 marzo 2026 – indica per la Puglia 64.845 imprese artigiane attive, il 5,3% delle imprese artigiane a livello nazionale.
Il grafico offre una lettura congiunta delle consistenze delle imprese artigiane attive per le diverse sezioni ATECO e il loro corrispondente peso sul totale nazionale, in modo da cogliere sia la dimensione effettiva dei comparti artigiani pugliesi, sia il loro grado di specializzazione relativa rispetto al sistema produttivo italiano.
Dal punto di vista quantitativo, il tessuto artigiano regionale poggia su tre grandi pilastri: costruzioni, altre attività di servizi e manifattura. Questi settori concentrano la maggior parte delle imprese attive, confermando la persistenza di un modello produttivo fondato su attività tradizionali, ad alta intensità di lavoro e fortemente radicate nel territorio. La loro incidenza percentuale sul totale nazionale, compresa tra il 5% e il 7%, riflette una presenza stabile e coerente con il peso demografico ed economico della regione.
Accanto ai comparti più consolidati, il grafico evidenzia un insieme di settori a bassa numerosità ma ad alta incidenza relativa, come la fornitura di energia (11,1% sul totale nazionale), le attività finanziarie e assicurative (11%), la salute e assistenza sociale (8,6%), le attività estrattive (8,2%) e l’istruzione (8,1%). Pur rappresentando quote marginali in termini assoluti, questi segmenti segnalano la presenza di micro-specializzazioni territoriali.
Nel complesso, il sistema artigiano pugliese si presenta ampio e articolato, con una base solida di attività tradizionali e un insieme di nicchie emergenti che contribuiscono a definire profili distintivi di specializzazione territoriale. Questa doppia natura conferma l’importanza di politiche mirate, capaci di sostenere i comparti consolidati e, al tempo stesso, valorizzare le aree di crescita potenziale.
Per maggiori informazioni: Open Data Explorer, Camera di Commercio delle Marche
9 Luglio 2026
Ultimo aggiornamento
9 Luglio 2026, 10:48
