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Tornano gli Instant Report: online il nuovo numero dedicato alla produttività europea, tra catching-up e polarizzazione

Tornano gli Instant Report: online il nuovo numero dedicato alla produttività europea, tra catching-up e polarizzazione

Tornano gli Instant Report di ARTI, la collana editoriale che propone analisi tematiche sul sistema socio-economico e innovativo regionale, con l’obiettivo di supportare la conoscenza del decisore pubblico e dei cittadini attraverso evidenze empiriche rigorose ma divulgative nell’impostazione.

Il primo numero della nuova serie è dedicato a un tema centrale per la competitività dei territori: la produttività del lavoro nelle regioni europee nel periodo 2014-2022, con un focus sulle regioni italiane.

Misurata come valore generato per ora lavorata, la produttività del lavoro è un indicatore chiave per valutare l’efficienza dei sistemi economici, perché incrocia competitività delle imprese, qualità dell’occupazione, distribuzione dei redditi e sostenibilità dei modelli di sviluppo.

L’analisi utilizza dati Eurostat aggiornati al 2022 (gli ultimi disponibili) e si sviluppa su due livelli: il confronto tra 196 regioni europee (NUTS2) e l’approfondimento sulle regioni italiane.

Nel periodo 2014-2022 tutte le economie europee hanno registrato un miglioramento della produttività reale. Tuttavia, dietro la crescita media emergono forti disparità territoriali. Per comprendere le ragioni di tali disparità, sono stati indagati possibili legami tra la variazione della produttività reale e un insieme di variabili riferite al costo del lavoro, alla dimensione d’impresa, al capitale umano e alla capacità territoriale di ricerca e innovazione. Dall’analisi emerge che la dinamica della produttività appare legata soprattutto alla struttura dei costi e alla capacità organizzativa delle imprese.

Il report nel secondo paragrafo testa le ipotesi classiche di convergenza economica:

  • beta‑convergenza: le regioni con livelli iniziali più bassi crescono più rapidamente secondo un meccanismo chiamato catching-up (coefficiente negativo e significativo);
  • sigma-divergenza: nonostante il catching-up, la dispersione complessiva dei livelli di produttività tra regioni aumenta nel tempo (coefficiente positivo e significativo). In altre parole, le differenze tra territori si ampliano.

Il quadro che emerge è quello di una polarizzazione territoriale: alcune regioni accelerano in modo marcato (si segnala in particolare il caso irlandese), mentre altre registrano incrementi modesti o stagnazione; pertanto, la convergenza relativa non è sufficiente a ridurre i divari strutturali.
Passando al focus sull’Italia, si registra una crescita diffusa ma con divari persistenti. In Italia, infatti, tutte le regioni registrano un aumento della produttività nominale tra il 2014 e il 2022. Tuttavia, l’analisi evidenzia una polarizzazione crescente, in cui le regioni del Nord mantengono i livelli assoluti più elevati ed alcune regioni del Sud mostrano tassi di crescita percentuali vivaci, ma restano sotto la media nazionale per quanto riguarda i livelli assoluti. Per la Puglia, la variazione percentuale risulta inferiore alla media nazionale, così come il livello assoluto è inferiore rispetto ai territori a maggiore intensità produttiva.

Le evidenze emerse nel report indicano che il recupero delle regioni meno produttive, pur presente, non è sufficiente a compensare l’accelerazione dei territori già più forti.

In questo contesto, le politiche pubbliche devono riconoscere la diversità dei punti di partenza e delle traiettorie territoriali, adottando strumenti differenziati e calibrati sulle specificità locali.

Diventa centrale rafforzare i processi di trasformazione organizzativa delle imprese, sostenendone la capacità di crescere, innovare e riorganizzare le filiere produttive. Al tempo stesso, occorre investire in competenze che siano effettivamente integrate nei sistemi produttivi locali, riducendo il disallineamento tra formazione e domanda di lavoro e valorizzando il capitale umano in modo coerente con le vocazioni territoriali.

Infine, il superamento delle asimmetrie richiede un rafforzamento della capacità amministrativa e progettuale nei territori più fragili, affinché possano meglio intercettare le opportunità di sviluppo.

In questa prospettiva, la produttività non rappresenta soltanto un indicatore economico, ma un fattore strutturale che condiziona coesione, equità e resilienza del sistema regionale nel suo complesso.

L’intero report è in allegato. I precedenti Instant Report sono disponibili [a questo link]

25 Febbraio 2026

Ultimo aggiornamento

25 Febbraio 2026, 14:50

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