Online il nuovo Instant Report ARTI dedicato alla mobilità degli studenti universitari e ai servizi per il diritto allo studio
È online il nuovo Instant Report di ARTI, il n. 2/2026, dedicato alla mobilità degli studenti universitari e ai servizi per il diritto allo studio, con un focus sulla posizione della Puglia nel sistema accademico nazionale.
Il report analizza le dinamiche della mobilità universitaria in Italia attraverso due indicatori: il tasso di permanenza regionale, che misura la quota di studenti residenti che si iscrive in un ateneo della propria regione, e l’indice di attrazione regionale, che misura la quota di studenti provenienti da altre regioni sul totale degli iscritti.
L’analisi approfondisce inoltre alcuni servizi per il diritto allo studio universitario, con particolare riferimento alla dotazione e all’accessibilità di mense e alloggi, utilizzando indicatori rapportati alla popolazione studentesca regionale. I risultati evidenziano una significativa eterogeneità territoriale nella disponibilità di posti mensa, pasti erogati e posti alloggio, le tre principali dimensioni analizzate.
Per la Puglia, il report evidenzia che, dopo una progressiva riduzione, dall’anno accademico 2022/2023 il tasso di permanenza è tornato a crescere, raggiungendo valori prossimi al 68%.
La mobilità in uscita rimane tuttavia significativa: nell’anno accademico 2024/2025, 37.791 studenti residenti in Puglia risultano iscritti in atenei fuori regione, pari al 32,1% del totale. Le principali destinazioni sono Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia e Piemonte.
Sul fronte dei servizi per il diritto allo studio, la Puglia presenta 15,5 posti mensa ogni 1.000 studenti, 8,97 pasti erogati per studente e 24,3 posti alloggio ogni 1.000 studenti.
Nel complesso, dall’analisi deriva che la Puglia si colloca in una posizione intermedia: mostra segnali di miglioramento nella capacità di trattenimento, ma deve ancora colmare divari strutturali nei servizi e nell’attrattività.
Il report sottolinea, tuttavia, che le scelte di mobilità dipendono da una pluralità di fattori, tra cui qualità degli atenei, ampiezza dell’offerta formativa, costo della vita, prospettive occupazionali e distanza geografica, e che l’analisi non consente di distinguere tra mobilità per scelta, legata alla qualità percepita dell’istruzione e alle condizioni di vita complessive nell’area di destinazione, e mobilità per necessità, strettamente correlata al costo dell’istruzione e alla prosperità economica dell’area di destinazione.
Nelle conclusioni lo studio evidenzia infine alcune possibili direttrici di intervento, tra cui il potenziamento della dotazione infrastrutturale del diritto allo studio, la stabilizzazione delle risorse, il rafforzamento della cooperazione tra Regione, Enti DSU e Atenei, le politiche di attrazione e il monitoraggio sistematico della mobilità studentesca.
In allegato il report completo.
18 Settembre 2026
Ultimo aggiornamento
18 Settembre 2026, 12:34