EMERGE: la prima mappatura standardizzata dei rischi ambientali e antropici nel Sud Adriatico
La cooperazione transfrontaliera del Sud Adriatico per la tutela dell’ecosistema marino e costiero ha compiuto un passo decisivo.
Nell’ambito del progetto EMERGE, ARPA Puglia ha sviluppato un quadro tecnico standardizzato utilizzando la metodologia dell’Environmental Risk Assessment (ERA – Valutazione del Rischio Ambientale), avvalendosi di banche dati ufficiali disponibili a livello europeo, nazionale o regionale. Il potenziale impatto delle minacce ambientali costiere può essere valutato incrociando tre fattori chiave: l’intensità e la probabilità del pericolo (hazard), la suscettibilità del territorio (vulnerability) e la quantificazione dei target esposti (exposure), come gli ecosistemi vulnerabili, le aree protette e gli insediamenti socio-economici.
Il lavoro guidato da ARPA Puglia e coordinato da ARTI Puglia, in qualità di capofila del progetto, ha permesso di sistematizzare i dati relativi ai rischi potenziali, distinguendo tra fattori di origine naturale e impatti derivanti dalle attività umane.
Rischi Naturali
- Mareggiate e inondazioni costiere: monitoraggio dell’impatto delle onde sulle coste e calcolo del rischio di inondazione in base alla forza delle mareggiate.
- Rischio Tsunami: prevenzione dei pericoli legati a onde anomale causate da terremoti sottomarini, studiati attraverso modelli scientifici internazionali.
- Frane ed erosione costiera: studio della stabilità di falesie e pareti rocciose, del progressivo arretramento delle spiagge sabbiose e del rischio di inondazione nei punti in cui i fiumi confluiscono in mare.
- Terremoti e incendi boschivi: valutazione del rischio sismico lungo la costa adriatica e controllo degli incendi nelle aree in cui i boschi costieri si trovano in prossimità di zone residenziali e strutture turistiche.
Rischi Antropici
- Sversamenti di idrocarburi e sostanze tossiche: gestione delle emergenze legate alla perdita accidentale di petrolio e sostanze chimiche pericolose da navi lungo le rotte commerciali.
- Inquinamento di origine chimica e fioriture di alghe (eutrofizzazione): controllo dei danni causati dagli scarichi di città, industrie e residui di fertilizzanti utilizzati in agricoltura che finiscono in mare, monitorati in conformità con le direttive europee sulle acque.
- Alterazioni fisiche e fluttuazioni della temperatura: l’impatto di porti, barriere artificiali e dragaggio dei fondali, che alterano il movimento della sabbia e delle correnti; monitoraggio del riscaldamento dell’acqua causato sia dagli scarichi industriali che dai cambiamenti climatici.
- Rischi sanitari (igienici e radiologici): monitoraggio della presenza di batteri causati da acque reflue non trattate o scarichi da allevamenti zootecnici, unito alla prevenzione della dispersione di materiale radioattivo in mare.
- Il valore aggiunto di questo primo traguardo risiede nella mappatura della disponibilità dei dati attraverso una matrice condivisa, essenziale per alimentare i futuri modelli predittivi di EMERGE. Sarà predisposto un riepilogo delle fonti informative disponibili, evidenziandone le caratteristiche, la copertura spaziale, il livello di dettaglio e la qualità dei dati.
I set di dati saranno integrati in una piattaforma digitale condivisa tra i paesi partner. Questo strumento operativo e scalabile consentirà alle autorità locali, agli enti di ricerca e alle agenzie di protezione civile di pianificare la prevenzione dei rischi, rafforzare la resilienza costiera e salvaguardare i protocolli ASPIM (Area Specialmente Protetta di Importanza Mediterranea) nel Sud Adriatico.
Nell’ambito del progetto EMERGE (Environmental Management and Ecosystem-based Risk Governance Empowerment), finanziato dal programma Interreg IPA South Adriatic, il partenariato sta completando la prima fase di screening, necessaria per identificare i rischi che minacciano i territori dell’area di Programma. Sulla base delle informazioni raccolte, sarà sviluppato un Catalogo dei Rischi.
Questo lavoro, di fondamentale valore per la sicurezza costiera, è stato coordinato da ARTI Puglia (Agenzia Regionale per la Tecnologia, il Trasferimento tecnologico e l’Innovazione) in qualità di Lead Partner e guidato a livello scientifico da ARPA Puglia (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale), partner di progetto. L’iniziativa ha coinvolto gli altri partner del progetto: l’AAST Termoli (Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo) per il Molise, l’Istituto IEI (Istituto di Eccellenza Internazionale) per l’Albania e l’Università FSKL (Facoltà di Traffico, Comunicazioni e Logistica di Budva, Università dell’Adriatico) per il Montenegro.
30 Giugno 2026
Ultimo aggiornamento
30 Giugno 2026, 17:50