MareSkill: concluso il corso pilota in Acquacoltura di Qualità che ha coinvolto studenti, imprese e istituzioni di Italia e Croazia
Oltre 50 partecipanti tra studenti universitari, operatori della filiera ittica e rappresentanti istituzionali hanno preso parte al corso pilota in Acquacoltura di qualità promosso da ARTI in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, nell’ambito del progetto europeo MareSkill, finanziato dal Programma Interreg Italia-Croazia e di cui ARTI è partner.
L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra università, ricerca, imprese e istituzioni, favorendo lo scambio di conoscenze e buone pratiche tra le due sponde dell’Adriatico e contribuendo allo sviluppo delle competenze necessarie per accompagnare l’evoluzione del comparto verso modelli produttivi più sostenibili, competitivi e orientati all’innovazione.
Al percorso hanno partecipato 17 studenti provenienti dall’Università degli Studi di Bari e dall’Università di Spalato, insieme a 37 rappresentanti di aziende italiane e croate attive lungo l’intera catena del valore dell’acquacoltura e dei prodotti ittici, dalla produzione alla grande distribuzione organizzata, oltre a esponenti delle istituzioni e degli organismi di supporto al settore.
Progettato per offrire una visione integrata delle sfide e delle opportunità dell’acquacoltura contemporanea, il corso ha combinato approfondimenti scientifici, dati di mercato, testimonianze aziendali, strumenti manageriali e attività esperienziali, creando un ambiente di apprendimento fortemente orientato al dialogo tra mondo accademico e sistema produttivo.
Il programma si è articolato in due moduli tematici:
- Il primo modulo – articolato in due sessioni – dedicato all’ “Acquacoltura sostenibile”, ha esplorato il tema della sostenibilità da molteplici prospettive. Partendo dai dati di mercato presentati da NielsenIQ, una tavola rotonda ha messo a confronto produttori, distributori e operatori della filiera sul valore strategico della sostenibilità come leva di competitività. Proseguendo, le attività hanno approfondito le più recenti tecniche per la produzione sostenibile, attraverso casi studio aziendali con un focus sulle soluzioni tecnologiche e gestionali che stanno trasformando il comparto. Tra i temi affrontati: strategie produttive e di marketing, analisi economica e scenari di investimento, certificazioni ambientali, tecniche di biorisanamento e applicazioni delle tecnologie digitali, dall’Internet of Things all’intelligenza artificiale, per il monitoraggio e la gestione degli impianti.
- Il secondo modulo, “Collaborazione e crescita professionale”, è stato dedicato allo sviluppo delle competenze trasversali e al rafforzamento delle relazioni tra gli attori della filiera. I partecipanti hanno approfondito l’evoluzione dei mercati legati alla sostenibilità, sperimentato metodologie di agile coaching e preso parte ad attività di serious gaming e role playing finalizzate a migliorare il dialogo e la collaborazione tra produttori e distribuzione organizzata. Il percorso si è concluso con sessioni dedicate alle opportunità di finanziamento e agli strumenti per la progettazione di iniziative innovative.
Uno dei principali punti di forza del corso è stato l’elevato profilo dei relatori coinvolti. Docenti e ricercatori provenienti da alcune delle più autorevoli università italiane – tra cui Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Università di Bologna, Università di Torino e Università Politecnica delle Marche – si sono affiancati a esperti del mondo imprenditoriale, della consulenza, delle certificazioni e dell’innovazione organizzativa. Una pluralità di competenze che ha consentito ai partecipanti di acquisire una visione completa del comparto, coniugando rigore scientifico, applicazioni pratiche e conoscenza diretta delle dinamiche di mercato.
Il corso pilota in Acquacoltura di qualità rappresenta uno dei risultati più significativi del progetto MareSkill, che punta a rafforzare le competenze professionali necessarie per sviluppare una Blue Economy sostenibile nell’area adriatica attraverso percorsi formativi innovativi, cooperazione transfrontaliera e un dialogo costante tra istruzione, ricerca e imprese.
L’ampia partecipazione registrata e la qualità del confronto sviluppato durante le attività confermano il crescente interesse verso un’acquacoltura capace di coniugare sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e competitività economica, generando valore per le imprese e per i territori coinvolti.

8 Giugno 2026
Ultimo aggiornamento
8 Giugno 2026, 17:44