Articolo L’intervento in cifre

L’intervento in cifre

L’intervento “Reti per il rafforzamento del potenziale tecnologico regionale” mira al potenziamento infrastrutturale dei laboratori e dei centri di ricerca pubblici pugliesi che svolgono attività a favore dei settori produttivi regionali e che, per qualità delle competenze possedute, possono essere considerati punti di riferimento per la diffusione dell’innovazione tecnologica e lo sviluppo di nuovi settori hi-tech nella Regione Puglia.

Il primo risultato già acquisito da “Reti di laboratori pubblici di ricerca” è stato quello di portare ai livelli della frontiera tecnologica internazionale la dotazione infrastrutturale dei laboratori pubblici di Università e Enti Pubblici di Ricerca pugliesi. In questo modo, i laboratori pugliesi sono oggi in linea con analoghe strutture nazionali ed europee in termini di attrezzature scientifiche e stanno consolidando meccanismi di integrazione e coordinamento per superare la frammentazione e la separazione dei gruppi di ricerca.

Obiettivo dell’intervento è quindi quello di creare “nodi” di elevata specializzazione tecnologica distribuiti sul territorio, interoperabili tra loro e a disposizione delle attività di ricerca delle imprese pugliesi per il riposizionamento dei settori tradizionali e lo sviluppo dei settori innovativi strategici; il tutto, nella logica di rendere il patrimonio di strumentazioni, apparecchiature, conoscenze e competenze “di frontiera” fruibile e utilizzabile dal sistema produttivo regionale, favorendo il riposizionamento dei settori tradizionali e lo sviluppo dei settori innovativi strategici.

Ad oggi sono 30 le Reti di laboratori pubblici finanziate.

I bandi, i documenti e la normativa della Regione Puglia che regola le varie fasi dell’intervento sono disponibili nella sezione Reti di Laboratori Pubblici del portale SistemaPuglia.


Per conoscere i servizi offerti dalle Reti di Laboratori, puoi consultare il

CATALOGO RICLASSIFICATO DEI SERVIZI


Qui di seguito, dati di sintesi e di monitoraggio rappresentati mediante infografiche esplicative.

Reti di laboratori: dati di sintesi


30 le Reti di laboratori pubblici distribuite sull’intero territorio regionale e finanziate dalla Regione Puglia con il concorso del PO FESR 2007-2013, del PO FSE 2007-2013 e mediante utilizzo delle risorse liberate generate dalla certificazione dei progetti coerenti nell’ambito del POR Puglia 2000-2006.

La particolarità dell’intervento consiste nella condivisione da parte di più Unità di Ricerca, anche appartenenti a Enti di ricerca differenti, di un progetto comune di ammodernamento delle apparecchiature scientifiche e tecnologiche presenti nei “nodi” distribuiti in maniera reticolare sul territorio e specializzati per ambiti tecnologici con l’obiettivo di facilitarne l’accesso da parte delle imprese pugliesi, per il rilancio dei settori strategici in termini di competitività internazionale. Per ogni Rete, è prevista la presenza di un soggetto proponente (o Unità di Ricerca principale) e di altri enti di ricerca pubblici come altri organismi partecipanti all’iniziativa, per un totale di 54 strutture di ricerca coinvolte in 135 partecipazioni. Il numero medio di Unità di Ricerca coinvolte per ciascun progetto è di almeno 4.

 

Monitoraggio ARTI Puglia
Su incarico della Regione Puglia, ARTI svolge a cadenza annuale attività di monitoraggio delle attività realizzate dalle Reti. Tali attività si sostanziano nel Progetto Dimostratore che ciascuna Rete si è impegnata a completare nel corso di 5 anni. Il monitoraggio permette di evidenziare la “addizionalità” dell’intervento, facendo emergere un valore aggiunto ad esso connesso e di notevole rilievo.


286 i progetti che al 31 dicembre 2016 risultavano in corso, conclusi o in fase di avvio da parte delle 26 Reti operative a tale data. Questi non sarebbero stati realizzati – o, per lo meno, non secondo il grado di specializzazione e di dettaglio effettivamente raggiunto – senza l’ausilio delle attrezzature finanziate con l’intervento Reti.

Dei 286 progetti censiti al 31 dicembre 2016, viene proposta una clusterizzazione ottenuta “incrociando” le informazioni dei progetti sviluppati dalle Reti di laboratori relative sia all’ambito tecnologico, sia al settore applicativo.
L’infografica segnala i casi di incrocio in cui è stata individuata una particolare “massa critica” (i.e., almeno 9 progetti): a palloncino più grande, corrisponde quindi una maggiore specializzazione regionale.
Vi è una forte specializzazione di progetti nell’agroalimentare affrontati e sviluppati mediante l’impiego delle biotecnologie industriali, delle tecnologie agrarie e delle tecnologie di produzione avanzata.
Altri “incroci” di particolare rilievo si riscontrano per i progetti di tecnologia di produzione avanzata applicata ai trasporti (compreso aerospazio/aeronautica) e per le tecnologie ambientali applicate al settore di elezione, ambiente e territorio. Per le applicazioni di diagnostica risultano invece decisivi gli apporti delle biotecnologie industriali e delle nanotecnologie. Inoltre, si segnala l’utilizzo dei materiali avanzati per le tematiche legati a nuove energie ed efficientamento.

Progressivo aumento della capacità delle imprese pugliesi di avviare progetti di ricerca collaborativi con in centri di ricerca: 174 le imprese partecipanti ai progetti che alla data dell’ultimo monitoraggio erano coinvolte nei Progetti Dimostratori delle Reti. A queste bisogna aggiungere ulteriori 67 imprese nazionali ed europee.

Importante anche l’attività di servizio prestata dalle Reti di laboratori al mondo produttivo con l’utilizzo della strumentazione finanziata come trasferimento tecnologico o processi industriali customized. Nel corso del 2016, le Reti hanno complessivamente erogato 38 servizi alle imprese regionali, italiane e straniere. A questo bisogna aggiungere l’attività di servizio, non ricompresa in questa analisi, che le Reti mettono a disposizione di altre istituzioni, quali Ministeri, Sovraintendenze, Comuni, altri EPR.

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