Articolo Approcci metodologici innovativi finalizzati alla interpretazione di dati di qualità dell’aria mediante applicazione di differenti modelli statistici

Approcci metodologici innovativi finalizzati alla interpretazione di dati di qualità dell’aria mediante applicazione di differenti modelli statistici

Città e territori sostenibili

Obiettivo generale della ricerca

Affrontare l’ampia tematica dell’interpretazione dei dati di qualità dell’aria mediante approcci metodologici innovativi che prevedono l’applicazione di differenti modelli statistici al fine di interpretare i fenomeni chimico-fisici alla base dei processi di formazione, reattività e trasporto dei principali inquinanti atmosferici; stimare il contributo delle sorgenti emissive per individuare la relazione tra la concentrazione del singolo inquinante e sorgente; fornire uno strumento di supporto decisionale per pianificare politiche ambientali e territoriali

Principali risultati prodotti

  • Messa a punto della metodica di mineralizzazione dei filtri di PM in quarzo (Rapporto)

  • Raccolti dati relativi alla qualità dell’aria. Analisi dei metalli, della frazione ionica e del potenziale ossidativo di filtri di particolato PM10 e PM2.5. Misura del potenziale ossidativo nei filtri ambientali: è stato misurato lo stresso ossidativo su oltre 300 campioni (Novembre 2016 – Novembre 2017) provenienti dall’Osservatorio Ambientale di Lecce (Database)

  • Classificazione e selezione dei modelli statistici di riferimento (Rapporto)

  • Descrizione prodotti della ricerca (Rapporto)

Principale know-how prodotto

  • Strategia integrata di analisi su Materia particolata PM10 e PM2.5

  • Misurazione dello stress ossidativo di filtri PM10 e PM2.5

  • Indagini preliminari sul possibile utilizzo tempestivo della tecnica di LA-ICPMS nel caso di filtri PM in quarzo

Sfida sociale: Inquinamento di aria, acqua e suolo

Migliore gestione e diffusione dell'informazione ambientale con specifico riferimento al territorio regionale ed alle sue priorità in campo ambientale, specialmente grazie ai risultati già fruibili del Potenziale Ossidativo e dell'inter-confronto nelle misure di OC (Organic Carbon) ed EC (Elemental Carbon). Un esempio concreto è rappresentato dai risultati ottenuti dai valori della misurazione dello stress ossidativo: le concentrazioni di PM2.5 e PM10 mostrano chiaramente una tendenza stagionale comune con concentrazioni più elevate osservate durante le stagioni fredde (autunno e inverno) rispetto alle stagioni calde (primavera ed estate). Ciò è probabilmente una conseguenza del maggiore contributo delle fonti di combustione (principalmente combustione di biomassa e traffico stradale) osservato nelle stagioni fredde, con una media minima osservata in primavera per entrambe le frazioni. Altro esempio  è il risultato ottenuto dal confronto a lungo termine delle misurazioni del carbonio OC ed EC con due protocolli ampiamente utilizzati (EUSAAR2 e NIOSH870) su campioni PM2.5 e PM10 considerando le implicazioni sulla qualità dell'aria e sul clima che ne conseguono, specialmente in caso di discrepanze consistenti. I risultati, comunque, hanno mostrano che TC (cioè OC + EC) e OC ottenuti con i due protocolli sono statisticamente comparabili ma EC è significativamente più basso quando si usa il protocollo EUSAAR2. Questa relativa discrepanza aumenta durante le stagioni calde rispetto alle stagioni fredde

Collaborazioni nazionali rilevanti attivate

Collaborazioni regionali rilevanti attivate

Pubblicazioni

Giannossa Lorena

CHIM/12 Chimica dell'ambiente e dei beni culturali

Dipartimento di Economia, Management e Diritto dell'Impresa

Università degli Studi di Bari "Aldo Moro"